Duro attacco della Mannoia al presidente della Gesef. La replica: «Offuscata da ideologie»

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Certo non si può dire che Vincenzo Spavone, presidente nazionale della Gesef (Associazione Genitori Separati dai Figli) non ci sia andato giù pesante con le sue dichiarazioni rese a Presa diretta nel corso dell’intervista sugli effetti che avrebbe avuto, se approvato, il decreto legge Pillon sull’affido condiviso, quando  ha affermasto con durezza che “la violenza domestica ha i tacchi a spillo” volendo alludere – in risposta alle femministe di Rebel network contrarie alla riforma Pillon perché convinte che un simile disposto normativo indebolirebbe nei fatti la posizione della donna separata rispetto all’uomo – al fatto che non sempre la parte debole in una separazione è proprio quella femminile e che, al contrario, sono innumerevoli i casi di donne che la fanno pagare duramente al marito soprattutto in relazione al mantenimento dei figli (assegno divorzile ndr) ed ancor di più negando loro, anche con violenza e sopraffazione, la possibilità di tempi paritetici nella crescita dei figli.

Accade cosi che nel corso della replica della puntata di gennaio 2019 di Presa diretta andata in onda ieri pomeriggio su Rai Tre alle 17,00 a sferrare un duro attacco contro la Gesef ed il suo presidente ci abbia pensato la nota cantante ed icona del movimentismo femminista italiano Fiorella Mannoia che, dal suo profilo tweetter, ha lanciato strali contro i papà separati con un tweett al vetriolo riportando la foto del conduttore di Presa diretta Riccardo Iacona, a sua volta rilanciata con un tweet dal profilo di Rebel Network, rivolto direttamente a Spavone nel quale si legge “Ora vedrai che è colpa delle donne se sono morte ammazzate. Lo dica agli orfani e alle famiglie”.

Ma la risposta non si è fatta attendere ed in un comunicato diffuso a meno di ventiquattr’ore dal tweet della Mannoia, Spavone a nome suo personale ed a nome dei genitori separati d’Italia ha risposto così rivolgendosi direttamente alla nota cantante: “Gentile Sig.ra Mannoia

il suo tweet alle mie dichiarazioni, estrapolate in maniera distorta da un discorso istituzionale inerente il contesto separativo dei genitori, esprime tutta la sua incompetenza in materia. Io me ne occupo attivamente da oltre venti anni. Accanto alla mia esperienza – si legge nel testo diffuso dal presidente Gesef – fior di studi e statistiche internazionali testimoniano che parlare di violenza in famiglia declinata solo al maschile è una mistificazione culturale. Quando si manifesta la brutalità femminile, quella appunto con i tacchi a spillo e le chiavi di casa, è equivalente, seppure spesso più subdola. Il Femminicidio – prosegue la nota – è originariamente riferito a donne killer addestrate ad uccidere altre donne nell’ambito di faide tra cartelli di narcotrafficanti in Messico. Termine impostoci a livello legislativo per strumentalizzare la cosiddetta ‘violenza di genere’ Comprendo l’offuscamento ideologico che porta a banali reazioni di genere, ma da un personaggio pubblico quale lei è ci si attende autorevolezza e perizia nel replicare su questioni sociali che implicano aspetti politici, interessi economici e di carrierismo. Sarebbe opportuno – conclude Vincenzo Spavone – informarsi, approfondire le conoscenze, allargare gli orizzonti, onde evitare di scrivere inesattezze”.

La Gesef attende da mesi la calendarizzazione del dibattito parlamentare sulla riforma Pillon, duramente osteggiata dal movimento femminista e dalle sinistre. Ieri pomeriggio, visto il clamore suscitato dall’argomento e dalla stessa puntata andata in onda per la prima volta a gennaio con una lunga intervista ai due fronti contendenti ed al senatore Simone Pillon (Lega) promotore del testo di riforma sulla bigenitorialità, la Rai ha deciso di proporre in replica la puntata di Presa diretta di gennaio. Ma l’argomento, nonostante non si veda ancora uno sbocco parlamentare per l’approvazione della riforma, è molto caldo ed in autunno sono previste altre manifestazioni tra favorevoli e contrari alla riforma.