Disastro ambientale in Brasile, il petrolio invade la costa

In totale sono 525 le tonnellate di catrame asportate da 201 spiagge lungo la costa nord-orientale

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Migliaia di persone sono impegnate in questi giorni nella pulizia delle spiagge della costa nordorientale del Brasile, inquinata da una perdita di petrolio la cui origine rimane ignota. La procura federale accusa il governo di non aver risposto tempestivamente all’incidente che ha coinvolto oltre 200 spiagge su un ‘area di oltre 2 mila chilometri. All’operazione prendono parte volontari e addetti del governo che, muniti di guanti e secchi, rimuovono le chiazze solidificate di catrame dalla sabbia e dalle rocce delle spiagge di nove Stati. Secondo gli esperti si potrebbe trattare del peggior disastro mai accaduto nell’area. La massa di petrolio, rilevata per la prima volta il 2 settembre scorso, ha invaso luoghi remoti e spiagge turistiche, tra cui Ilheus e Pedra do Sal nello Stato di Bahia e la Praia do Futuro nel Ceara.

L’incidente è più complicato da contenere rispetto a una tipica fuoriuscita di petrolio perché il denso greggio non galleggia in superficie e appare solo quando si deposita sulla riva, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters Bim. Le barriere galleggianti normalmente impiegate per impedire al petrolio di raggiungere la terra ferma hanno scarso effetto, il lavoro si è concentrato sulla pulizia del greggio una volta che ha raggiunto la costa. Solo nello stato di Pernambuco, sabato scorso sono state rimosse 30 tonnellate di petrolio dalle spiagge. In totale sono 525 le tonnellate di catrame asportate da 201 spiagge lungo la costa nord-orientale del Brasile.

(rainews.it)