Coronavirus, quali contratti possono essere risolti o annullati?

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Cause di forza maggiore, come il Coronavirus che stiamo vivendo, possono portare alla risoluzioni di contratti? La questione è di strettissima attualità e tanti sono i cittadini che in questi giorni si rivolgono alle Associazioni consumatori per trovare una risposta esauriente alle difficoltà personali. «In genere, la forza maggiore è rappresentata come un evento, naturale e non, di forza tale da non potervi resistere – precisa Carlo Claps, presidente di Aidacon consumatori (nella foto) – e quindi diventa una causa di esonero dalla responsabilità o di risoluzione del contratto con diritto alla restituzione dell’eventuale anticipo, senza applicazione di penali.  Diverse sono le norme del codice civile che fanno riferimento al termine “forza maggiore” , tra cui l’art.  1467 c.c. che riconosce al debitore la facoltà di richiedere la risoluzione del contratto, nel  caso  in cui la prestazione da lui dovuta sia diventata eccessivamente onerosa per fatti straordinari ed imprevedibili, estranei alla sua sfera d’azione. Pertanto, è evidente che  l’emergenza che stiamo vivendo può causare il mutamento e/o il venir meno di moltissimi rapporti giuridici e quindi di tantissimi contratti.

«In questi giorni, riceviamo numerose richieste di aiuto inviateci dai consumatori – precisa ancora Claps – che ci chiedono cosa accadrà ai loro contratti di fitto, alle prenotazioni di pacchetti turistici o di un biglietto aereo e quindi come si dovranno comportare. Recentissima è la lamentela di un cittadino il quale ci ha segnalato che, dopo aver prenotato una crociera un mese fa, versando un acconto di € 800, a seguito della dichiarazione della pandemia, aveva richiesto la risoluzione del contratto, con restituzione della caparra ma si è sentito rispondere che avrebbe dovuto versare l’intero importo a saldo, aspettare gli eventi e, nel caso, attendere il rimborso da parte dell’assicurazione. Siamo intervenuti come Aidacon, diffidando la controparte e invitandola all’immediata restituzione dell’acconto versato, senza l’applicazione di penali. Chi ha acquistato un biglietto aereo ed il volo è stato cancellato, a causa dell’emergenza coronavirus, potrà richiedere la risoluzione contrattuale, con rimborso del costo del biglietto, senza addebito di penalità. Un’altra domanda frequentissima riguarda i rapporti di locazione, soprattutto ad uso commerciale: anche in questo caso è evidente che il conduttore, in caso di forza maggiore, può chiedere il recesso anticipato. Chi poi sta pagando la retta di una scuola o di una palestra rimaste chiuse a seguito di provvedimenti di urgenza del Governo, può risolvere  il contratto, non pagando il debito residuo, oppure godere della prestazione successivamente all’esito della cessazione dello stato di emergenza, o addirittura chi ha già pagato anticipatamente il costo dell’intero  contratto, ha diritto alla restituzione parziale del prezzo. Tantissimi sono dunque i rapporti giuridici che verranno meno a seguito dell’emergenza Coronavirus, ecco perché abbiamo creato una “task force” composta da una squadra di legali pronti ad aiutare i consumatori in difficoltà, i quali potranno inviare  le proprie richieste di aiuto all’indirizzo mail: info@aidacon.it».