Coronavirus, dimessi dallo Spallanzani i venti turisti cinesi

Tenuti in quarantena per 14 giorni, sono tutti ripetutamente risultati negativi al test. Ora, prenderanno un volo per la Cina

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Sono stati dimessi, questa mattina, dall’ospedale Spallanzani di Roma i venti turisti cinesi che erano stati in contatto con la coppia di connazionali risultata positiva al Coronavirus. Facevano parte della loro comitiva. Tra loro anche cinque minorenni. Tenuti in quarantena per 14 giorni, sono tutti ripetutamente risultati negativi al test. Ora, prenderanno un volo per la Cina. Sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test. Tra loro anche cinque minori. A salutarli l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e il direttore sanitario dell’ospedale Francesco Vaia.

Intanto sale a 1.350 il numero di morti per coronavirus in Cina, 1.310 nella sola provincia dello Hubei, con 242 nuovi decessi registrati, ha detto l’autorità sanitaria locale. Solo ieri il numero delle vittime in tutta la Cina era di 1.100. Il forte incremento è dovuto all’attuale ridefinizione operata dai sanitari dei casi da COVID-19. Nel suo aggiornamento quotidiano, la commissione sanitaria di Hubei ha anche confermato altri 14.840 nuovi casi nella sola provincia.

“Nella comunità cinese si sta diffondendo il panico. Non per l’epidemia di coronavirus, ma per la sicurezza. Ci sono state aggressioni verso cinesi in Italia, non turisti, ma comunità cinese. Vorrei invitare gli amici italiani a fare attenzione alla sicurezza dei nostri connazionali che vivono e lavorano in Italia, di evitare pregiudizi, distinzioni, aggressioni. Insulti e minacce non sono tollerabili. E’ l’appello che voglio lanciare”. Lo ha detto il dottor Zhang dell’ambasciata cinese che ha accompagnato i 20 turisti dimessi dallo Spallanzani.

Il 29enne italiano positivo ai test la scorsa settimana resta ricoverato in buone condizioni, soprattutto senza febbre. Ma il lavoro dei medici dell’istituto per le malattie infettive prosegue anche per verificare i sospetti contagi da Coronavirus nel nostro Paese. Si allarga invece il fronte della prevenzione: aumentano gli episodi di ‘auto isolamento’, in particolare quelli messi in atto da cittadini cinesi tornati a fine gennaio dal proprio Paese. E se da una parte si registrano ancora aggressioni nei loro confronti, c’è chi in Sardegna – per contrastare la psicosi – organizza al ristorante cene “per l’amicizia”. Allo Spallanzani di Roma i medici restano impegnati h24 sui pazienti più ‘a rischio’: la coppia di cinesi proveniente dalla città di Wuhan, che ha contratto il virus, è ancora ricoverata in isolamento nella terapia intensiva. Per loro la prognosi rimane riservata. Finora all’ospedale per le malattie infettive sono stati valutati 64 pazienti sottoposti al test. Di questi, 46 sono risultati negativi e quindi dimessi. Oltre ai tre casi confermati, invece, ci sono 14 pazienti sottoposti a test in attesa di risultato.