Coronavirus, Borrelli: «Ora non abbassiamo la guardia»

Il capo della Protezione civile: «Dobbiamo ancora fare piccoli sacrifici, c'è l'esigenza di rimanere a casa»

287

“Oggi registriamo 1.590 guariti, il dato più alto dall’inizio dell’emergenza coronavirus, che porta il totale a 14.620”. Parte da una buona notizia il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel consueto appuntamento con la stampa, per fare il punto sui nuovi dati dell’emergenza. Altra buona notizia riguarda il calo dei nuovo contagi: “sono 1.648, che porta a 75.528 il numero totale dei positivi al Covid-19”, ma sempre alto il numero delle persone decedute “812 per un totale di 11.591”, ha aggiunto Borrelli. “Sono 27.795 i ricoverati con sintomi, 43.752 in isolamento domiciliare”.

Per il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, questi dati dimostrano che “le misure di contenimento hanno avuto un effetto importantissimo, ora e’ importante non abbassare la guardia. Una delle ragioni per le quali vengono raccolti e analizzati i dati e’ per capire in che direzione stiamo andando, il messaggio e’che stiamo andando nella direzione giusto e non dobbiamo assolutamente cambiare strategia”.

Dello stesso avviso Borrelli, che invita tutti a continuare a rispettare le regole di contenimento del contagio: “Noi riteniamo che il comportamento tenuto debba essere mantenuto, non si può abbassare la guardia, dobbiamo ancora fare piccoli sacrifici, c’e’ l’esigenza di rimanere a casa”. Spetta al presidente del Consiglio, in accordo con i ministri, decidere di quanto saranno prolungate le misure, ma certamente, come sostiene Locatelli “ci sara’ un prolungamento, e’ importante essere rigorosi sulle misure adottate”. Locatelli ha annunciato “sono stati attivati 6 studi clinici, altri 2 sono in attese di parere favorevole dell’Aifa, e tra poco saranno attivati, tra questi c’e’ uno studio promosso dall’Oms per testare diversi approcci di terapia farmacologica che arruolera’ un numero di pazienti molto alto, l’altro andra’ ad investire i pazienti assistiti domiciliarmente”. In merito al decreto legge “Cura Italia”, il capo della Protezione civile si augura “che arrivi il prima possibile l’approvazione da parte del Parlamento”.