Coronavirus, 41 milioni di cinesi bloccati nelle città: 26 morti

Un altro decesso al confine con la Russia: le autorità hanno imposto il blocco ai trasporti pubblici, a Wuhan è corsa contro il tempo per costruire un ospedale da mille posti letto

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C’è una seconda vittima del nuovo coronavirus in Cina fuori dall’area dell’epicentro. Una persona è morta nella provincia di Heilongjiang, al confine con la Russia, a più di 1.800 km da Wuhan, la città da cui è partito il focolaio infettivo e dove si hanno avuto più morti. Il bilancio delle vittime sale così a 26. Un altro caso di contagio è stato annunciato a Hebei, la provincia che circonda Pechino. Il governo cinese ha reso noto che sono aumentati, a 830, i casi di contagio accertati. La Commissione sanitaria nazionale ha aggiunto che i casi sospetti al momento sono 1.072.

Le autorità cinesi hanno imposto il blocco ai trasporti pubblici in diverse città. Salgono così a 41 milioni i cittadini coinvolti dai blocchi nel Paese a seguito dell’epidemia di coronavirus.

A Wuhan è corsa contro il tempo per costruire un ospedale da 1.000 posti letto. Lo riferisce il Guardian. Operai e bulldozer sono al lavoro su un’area precedentemente destinata a centro vacanze. Secondo i media cinesi, ci vorranno sei giorni per completarlo. Nel 2003, all’epoca dell’emergenza Sars, 7.000 operai completarono l’ospedale Xiaotangshan, nei sobborghi di Pechino, in solo una settimana.