Coronavirus, 100 studenti minorenni torneranno prima dalla Cina

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Cento ragazzi italiani tra 16 e 17 anni, impegnati da agosto nel programma annuale di scuola superiore in Cina con Intercultura (la più grande associazione onlus che in Italia si occupa di soggiorni di studio all’estero, come parte della rete internazionale di AFS Intercultural Programs) stanno tornando in patria a causa dell’allarme per il coronavirus che ha determinato la chiusura di scuole e fabbriche cinesi. Il rientro anticipato è dovuto alla decisione, comunicata ieri a studenti e genitori, della sede centrale di Afs a New York di chiudere il programma in Cina che riguardava, oltre ai 100 italiani (altri 14 torneranno da Hong Kong), anche altri circa 120 studenti da tutto il mondo. Una scelta presa a tutela dei ragazzi come era successo già in passato, in caso di allarmi mondiali come per l’incidente di Fukushima, in Giappone. Intercultura e Afs China stanno provvedendo per il rientro degli studenti italiani attraverso prenotazioni su voli che arriveranno in Italia attraverso scali in altri Paesi, dopo il blocco dei voli diretti da e per la Cina. L’associazione ha informato dall’inizio l’Unità di crisi della Farnesina e si muove con l’obiettivo di ottenere il rientro in Italia di tutti i ragazzi entro la fine della prossima settimana. Molti altri sono gli studenti universitari italiani che gli atenei stanno cercando di far tornare dalla Cina, dopo l’indicazione analoga di istituzioni accademiche internazionali, a seguito anche della richiesta fatta dal Dipartimento di Stato Usa per gli americani con borsa di studio nel Paese asiatico.