Attacco ai pozzi, Arabia Saudita mostra i resti di cruise e droni: “Sponsorizzati dall’Iran”

Per l’Arabia Saudita l’attacco ai siti petroliferi è stato «sponsorizzato» dall’Iran e gli ordigni non sono arrivati dallo Yemen, ma da nord. Il portavoce militare, colonnello Turki al Malki, ha presentato immagini, reperti e dati per quella che ha definito un’operazione contro la comunità internazionale. È interessante, però, che non abbia parlato di ruolo diretto degli iraniani. Nella ricostruzione dell’alto ufficiale nell’incursione sono stati usati 18 droni – tutti contro l’impianto di Abqaiq – e 7 cruise, quattro dei quali hanno raggiunto il bersaglio a Khurais mentre tre sono finiti nel deserto.

Target

I target – ha aggiunto al Malki – erano fuori del raggio d’azione dei mezzi in dotazione ai guerriglieri yemeniti Houti. Sempre nella versione saudita il raid ha rappresentato una continuazione di precedenti «colpi», in particolare quelli sferrati il 14 maggio ad Afif e Dawadmi. Per dare maggiore forza alle accuse le autorità hanno mostrato i resti delle armi iraniane recuperati all’interno dei complessi. Per il momento Riad non ha precisato il punto di partenza della minaccia in quanto sono in corso le indagini: gli analisti sono al lavoro per determinarlo.

Evitare ritorsioni militari

Nei giorni scorsi indiscrezioni di fonte Usa hanno sostenuto che l’assalto è partito dal territorio iraniano, da una zona nel sud vicino al confine con l’Iraq. Dunque pare esserci qualche discrepanza nelle versioni dei due alleati Le informazioni offerte ai media sono ancora incomplete e serve altro per convincere chi ha dubbi. Il presidente Trump ha intanto deciso nuove sanzioni contro l’Iran ed è in attesa della missione del segretario di Stato Mike Pompeo a Riad. Colloqui che dovrebbero permettere di elaborare un’eventuale risposta in coordinamento con il regno. L’impressione, come lo stesso presidente ha rilevato, è che la Casa Bianca insiste per misure diplomatiche e voglia evitare ritorsioni di tipo militare. Le prossime ore saranno importanti per capire la direzione della crisi.

Fonte: Corriere.it